Febbraio - Trasformazione

La luce del mio studio non si può descrivere, non è mai la stessa, passa attraverso una vetrata colorata e mi entra dentro. Qui succedono cose, avvengono trasformazioni, è uno spazio per me “sacro” in cui tiriamo fuori ciò che si nasconde e ce lo lavoriamo a fuoco lento. C’è quiete e fermento, e qui mi riconosco.
Come gli alchimisti, impariamo a trasformare il significato degli eventi.
Ogni esperienza è materia viva.
Anche quella che fa male.
C’è una fase buia in cui tutto si rompe, gli alchimisti la chiamavano Nigredo: la fase nera. Qualcosa si perde o si oscura. Una delusione, la fine di un amore, una crisi, una caduta.
Ma senza caos non c’è trasformazione.
Nel buio impariamo a sentire ciò che è davvero nostro e ciò che abbiamo assorbito dagli altri.
Poi c’è il fuoco lento.
Restare, senza fuggire.
Sentire, senza indurirsi.
La fase della Separatio: Separiamo ciò che siamo da quello che ci hanno detto di essere. Entriamo in contatto noi stessi, con le nostre emozioni, con la paura o con la rabbia che copre il dolore.
Sentiamo chi siamo. Non si trasforma ciò che si evita. E quando il processo è maturo, qualcosa cambia.
Non i fatti, ma il loro significato.
Ci prendiamo la responsabilità della nostra esistenza.
E arriva la Cottura: l’alchimia richiede tempo e calore.
Il calore è la presenza, il tempo è la pazienza.
Permettiamo alle emozioni di muoversi, di cambiare, di sciogliersi. Una ferita può diventare soglia, una caduta radice e ritorniamo a terra, ma con lo sguardo verso l’alto. Trasformare diventa sentire e separare ciò che è veleno da ciò che cura.
Questo è l’oro.
Si parte così dal nostro passato che anche se brucia non va cancellato ma visto e depotenziato della sua emotività. Sono stata una ragazzina fragile, direi strana, con queste emozioni così forti, negli occhi e nella voce, che i miei genitori li spaventavo.
La mia sensibilità è diventata cosi fragilità.
Per i bambini i genitori sono il mondo, e se quel mondo li rifiuta, si sentiranno rifiutati ovunque.
Rimuovere il passato non funziona, possiamo far sparire i ricordi ma ne restano le emozioni, sensazioni sulla pelle. Rimuovere il passato non funziona, in ogni storia andremo a cercare ciò che non abbiamo risolto di noi. Anche tutto quello che ci aspettiamo dal presente, dal futuro o dalla persona che amiamo dipende dalla nostra infanzia, da ciò che abbiamo avuto (che spesso ancora pretendiamo) e da ciò che non abbiamo avuto (che spesso ancora cerchiamo).
Non si scappa, siamo qui per evolvere, piuttosto lasciamoci andare, sentiamo e capiamo l’esperienza. Trasformiamo.
L’alchimista non combatte la materia.
La ascolta. La rispetta. Quella ragazzina fragile e strana l’ho amata io. Con presenza e calore, le ho dato il permesso di esistere, così com’è.
Allora, a fuoco lento, la fragilità si scioglie e ritorna sensibilità, la sensibilità libera le emozioni, recuperiamo l’istinto, poi l’intuito e qualcosa inizia a muoversi, a brillare, con nuova forza.
E succede che una mattina ti svegli e senti che di tutto quello che hai vissuto, conta ciò che sei oggi, indietro non si torna.
💗
“Così Mago Merlino disse:
Arriverà un giorno, in cui capirai che tutto l'universo vive dentro di te. Allora sarai un mago. Come mago, tu non vivi nel mondo; è il mondo che vive dentro di te. Quando questo accadrà inizierai a manifestare invece di attrarre. E capirai che non ti manca nulla, solo non hai ancora visto dentro di te ciò che stai tanto cercando... "
[La spada nella roccia]
T.H.White







